SCIE / WAKES

0.Locandina

SCIE – residui di vite incrociate è un progetto fotografico che racconta il moto dell’essere umano.

Storie di vite che passano veloci e incontrano lo sguardo del fotografo.
Intorno al solo istante impresso su carta, nasce l’interpretazione del passato di una persona o del suo futuro. Il puntino temporale dell’istante dello scatto è estratto dalla linea della vita che il soggetto sta disegnando lungo il mondo, coi suoi dinamismi e i suoi sentimenti. Quante linee che si incrociano, si sovrappongono, si muovono insieme, si allontanano.

Gli incontri quotidiani con le scie altrui lasciano tracce sulle nostre esistenze. Di qualcuno ci rimarranno accesi colori indelebili, o profondi solchi scuri; qualcuno passa come una delicata carezza, altri li dimentichiamo, o non li abbiamo mai nemmeno notati.
Forse senza essercene accorti, qualcuno di essi ci ha già sconvolto la vita.

Incrociare lo sguardo di uno sconosciuto passante può così diventare più significante di quanto avremmo immaginato. Fermarsi a osservare il movimento, il viaggio, la sosta, la riflessione di altri esseri umani, diventa spunto per ri-conoscere noi stessi, punto di partenza verso altri percorsi, in altre direzioni, verso vita nuova.
Nuova vita ti chiedono le fotografie che incrocerai nell’installazione.

Il fotografo stesso non è che l’estremità di un’ennesima striscia colorata. Nel suo passare, ogni tanto si ferma a guardarne un’altra, a sfiorarla per metterla a fuoco.
Stai già incrociando il suo pensiero, ora. Passando per i suoi percorsi di luce, incontrerai la scia della sua idea.
Puoi focalizzare e reinterpretare ogni umano ritratto. Tu riesci a vederne il prossimo passo? O quello prima?

Il visitatore è invitato a dare una propria storia ad ogni foto, per lasciare che Scie incroci anche la sua scia.

CONTEST.s37http://www.facebook.com/scieincrociate

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2012-2014  © Giancarlo Colloca

 

 

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WAKES – remains of crisscrossing lives is a photo project that showcases human motion.

Stories of lives that shoot quickly in front of the photographer’s eye. A single printed image can alone trigger off an understanding of a person’s past and future alike.
The split second snap is nothing less than the essence of the lifeline the subject is tracing as they glide along through time and space.
Countless are the lifelines that intersect each other’s paths, overlap and progress together, only to separate and go their separate ways again.

Day-to-day encounters with each other’s wakes firmly embed our lives: bright, lasting hues will wear in as deeply as another’s dark furrows; some pass by delicate as a caress, others will be fast forgotten, or one may not even have taken the slightest notice of them.
Perhaps without our being fully aware, wakes have already upset our lives.

Exchanging glances with passersby may prove much more meaningful than one would ever think. Observing other people in motion, journeying, breaking, meditating, can be a starting point, leading to self-awareness and self-discovery. Ultimately they prompt new pathways and avenues, leading towards a renewed life. Renewed life is exactly what the photographs you will come across at the exhibition demand of you.

The photographer is but the far end an umpteenth colored strip. As he passes on, he occasionally stops off to look closely at yet another strip, bringing it into full focus. You are intersecting his train of thought, and, passing through his pathways of light, you will meet the wake of his conception. You can focus on every portrait, and interpret it anew.
Can you foresee their very next move? Or backtrack their previous one?

Visitors get invitation to endow each photo with yet another, their own story, that Wakes might cross their wake too.

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www.facebook.com/crisscrossingwakes

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2012-2014  © Giancarlo Colloca

 

 

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